Alzare il braccio, infilarsi una giacca, prendere un oggetto da uno scaffale o dormire sul fianco: alcune attività quotidiane possono diventare difficili quando la spalla fa male.
Uno dei quadri più frequenti è il dolore correlato alla cuffia dei rotatori, che può essere associato a una tendinopatia dei tendini della cuffia.
Ma cosa significa realmente?
E soprattutto: una spalla dolorosa ha necessariamente bisogno di riposo?
Non sempre.
La cuffia dei rotatori è costituita da quattro muscoli — sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare — che contribuiscono al movimento e al controllo della spalla.
Quando la spalla viene sottoposta a un carico superiore alla capacità attuale del sistema, possono comparire dolore e difficoltà nei movimenti.
Questo può succedere dopo:
un aumento improvviso dell'attività fisica;
lavori ripetitivi con le braccia;
attività sportive;
periodi di inattività seguiti da un ritorno rapido al carico.
La tendinopatia non deve però essere interpretata semplicemente come un'infiammazione del tendine. È un problema complesso, nel quale possono contribuire modificazioni del tendine, carico meccanico, capacità muscolare, sensibilità al dolore e altri fattori individuali.
Ecografia e risonanza magnetica possono mostrare alterazioni della cuffia dei rotatori, comprese tendinopatie o lesioni parziali.
Ma un'immagine non equivale automaticamente alla causa del dolore.
Alterazioni strutturali della cuffia possono infatti essere presenti anche in persone che non hanno sintomi.
Per questo motivo la valutazione dovrebbe mettere insieme:
sintomi + esame clinico + capacità funzionale + eventuali esami strumentali.
L'obiettivo non è quindi “curare una risonanza”, ma capire perché quella spalla è dolorosa e quali attività risultano attualmente difficili.
Quando una spalla fa male, istintivamente viene da pensare:
“Devo tenerla ferma finché non passa.”
Un periodo di modifica delle attività che provocano dolore può essere utile, soprattutto nelle fasi più irritabili.
Ma immobilizzare completamente la spalla non è generalmente l'obiettivo della riabilitazione.
Le attuali linee guida considerano l'esercizio terapeutico una componente centrale della gestione conservativa della tendinopatia della cuffia dei rotatori.
Il principio è semplice: ridurre temporaneamente ciò che la spalla non tollera e, allo stesso tempo, costruire gradualmente ciò che tornerà a dover fare.
Non esiste un unico esercizio “magico” per la cuffia dei rotatori.
Il programma può comprendere, in base alla persona:
esercizi di rinforzo della cuffia;
esercizi per la muscolatura della spalla e della scapola;
lavoro sul controllo del movimento;
progressione graduale dei carichi;
recupero delle attività quotidiane, sportive o lavorative.
Le ricerche mostrano che l'esercizio può migliorare dolore e funzione nelle persone con dolore correlato alla cuffia dei rotatori, anche se non è possibile individuare un singolo tipo di esercizio superiore a tutti gli altri. La scelta deve quindi essere individualizzata e progressiva.
Anche in presenza di una lesione parziale della cuffia, il percorso non è automaticamente chirurgico.
La nuova linea guida JOSPT include proprio la gestione non chirurgica delle lesioni parziali della cuffia dei rotatori.
La presenza di una lesione deve quindi essere interpretata nel contesto della persona: sintomi, funzione, richiesta fisica, durata del problema e risposta al trattamento.
Non significa però che tutte le lesioni siano uguali o che possano sempre essere gestite nello stesso modo.
Non è necessario eliminare ogni attività.
È spesso più utile modificare temporaneamente i movimenti che aggravano maggiormente i sintomi e poi aumentarne gradualmente la tolleranza.
La cuffia e la muscolatura della spalla devono essere esposte a carichi adeguati e progressivi.
Il programma viene modificato nel tempo in base alla risposta della persona.
L'obiettivo finale non è semplicemente avere meno dolore durante un esercizio.
È recuperare la capacità di utilizzare la spalla nelle attività che contano davvero per quella persona: lavoro, sport, attività quotidiane e sonno.
Nella riabilitazione della spalla non cerco semplicemente di “spegnere il dolore”.
L'obiettivo è capire quali movimenti e quali carichi la spalla tollera oggi, per costruire progressivamente la capacità necessaria a svolgere nuovamente le attività desiderate.
Il percorso viene quindi adattato alla persona, alla fase del problema e alla risposta agli esercizi.
Una spalla dolorosa non deve necessariamente essere immobilizzata: spesso deve essere educata a tollerare nuovamente il movimento e il carico.
Desmeules F. et al. Rotator Cuff Tendinopathy Diagnosis, Nonsurgical Medical Care, and Rehabilitation: A Clinical Practice Guideline. J Orthop Sports Phys Ther. 2025.
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Wu Y. et al. Specific modes of exercise to improve rotator cuff-related shoulder pain: systematic review and meta-analysis. 2025.
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