PUBALGIA
PUBALGIA
Pubalgia: Il tormento degli sportivi (e non solo). Come uscirne davvero
Ti è mai capitato, dopo uno scatto o un cambio di direzione, di sentire una fitta acuta nell'area dell'inguine? Un dolore che all'inizio sembra sparire dopo il riscaldamento, ma che col passare dei giorni diventa così intenso da renderti difficile persino scendere dall'auto o infilarti i pantaloni.
La pubalgia è una delle sfide più comuni in ambito sportivo, ma colpisce anche chi non è un atleta professionista. Spesso viene descritta come un'infiammazione misteriosa, ma la scienza ci dice che è quasi sempre il risultato di un conflitto di forze non equilibrate nel bacino.
Immagina il tuo pube come il centro di una corda in una gara di tiro alla fune. Da una parte tirano i muscoli addominali (verso l'alto), dall'altra tirano i muscoli adduttori della coscia (verso il basso).
Se gli addominali sono deboli e gli adduttori sono troppo rigidi o forti, si crea uno squilibrio meccanico che irrita l'osso e i tendini. Questa è la vera radice della pubalgia: non è un danno strutturale improvviso, ma un sovraccarico funzionale.
Stare fermi per settimane può calmare il dolore temporaneamente, ma non appena tornerai a correre, il problema si ripresenterà perché lo squilibrio è ancora lì.
Il mio approccio si basa sulle evidenze più solide (come il protocollo di Holmich):
Rinforzo specifico degli adduttori: Contrariamente a quanto si pensava in passato, caricare gli adduttori in modo controllato (ad esempio con l'esercizio Copenhagen Plank) è fondamentale per rendere il tendine più resistente.
Core Stability dinamica: Dobbiamo insegnare agli addominali a stabilizzare il bacino mentre le gambe si muovono.
Lavoro sulla mobilità dell'anca: Un'anca rigida costringe il bacino a muoversi troppo, stressando la sinfisi pubica.
Fare solo stretching degli adduttori: "Tirare" un tendine già irritato può peggiorare la situazione. Il tendine ha bisogno di forza, non solo di lunghezza.
Riposo assoluto: Il tendine si indebolisce se non viene usato. Meglio ridurre l'intensità ma mantenere un carico minimo che non scateni dolore acuto.
Abusare di infiltrazioni: Possono spegnere il dolore, ma se non correggi come si muove il tuo bacino, stai solo mettendo un cerotto su una ferita che continua a riaprirsi.
Non guardo solo dove fa male. Analizzo come corri, come appoggi i piedi e come lavora la tua schiena. La pubalgia si vince con la pazienza e con un programma di esercizi progressivi. Il mio obiettivo non è solo farti tornare in campo o a correre, ma farlo con un bacino "blindato" che non soffra più a ogni cambio di direzione.
Riferimenti Scientifici:
Hölmich, P., et al. (1999). "Effectiveness of active physical training as treatment for long-standing adductor-related groin pain in athletes." The Lancet.
Serner, A., et al. (2018). "Return to Sport After Rehabilitation With Special Focus on Adductor-Related Groin Pain." British Journal of Sports Medicine.
Senti che il dolore all'inguine sta bloccando la tua passione? Non aspettare che diventi cronico. Contattami per una valutazione: costruiremo insieme un piano di rinforzo specifico per riportare equilibrio nel tuo bacino e farti tornare a muoverti alla massima potenza.
La pubalgia è un problema complesso che può coinvolgere diverse strutture e nel quale la gestione progressiva del carico assume spesso un ruolo centrale. Approfondisci lo stretching, la lombalgia e il ruolo della fisioterapia e dell'allenamento con i pesi.
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